![parmenide, filosofo antico di elea [velia - ascea] nel cilento](foto-parmenide.jpg) |
| Parmenide
di Elea, vissuto nel V sec. a. C. [statua conservata
nell'area archeologica di Velia, nel Cilento] |
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| Cilento,
il piacere di mangiare bene |
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Il Cilento
è un territorio che si caratterizza -
anche - per la tipicità e la qualità
dei suoi prodotti, alcuni dei quali sono noti
anche all'estero [olio, vino, formaggio...].
La dieta mediterranea - o del mangiare sano
- nacque proprio nel Cilento; e dal Cilento
si diffuse negli ultimi decenni del ventesimo
secolo grazie al dietologo americano prof. Ancel
Keys, il quale elesse Pioppi, località
costiera di questo territorio, quale sua seconda
dimora per lunghi anni.
Ancora oggi, nel Cilento è possibile
alimentarsi e vivere in modo sano, seguendo
le regole fondamentali della dieta mediterranea. |
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IL
TERRITORIO DEL CILENTO - Il Comitato
Consultivo sulle Riserve della Biosfera del
Programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO,
nella riunione tenutasi a Parigi tra il 9 ed
il 10 giugno del 1997, ha inserito all'unanimità
nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera
il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Il concetto di Riserva di Biosfera, introdotto
nel 1974 dal "Gruppo di lavoro del Programma
MAB sull'Uomo e la Biosfera" dell'UNESCO,
fu messo in atto nel 1976 con l'attivazione
della "Rete Mondiale di riserve di Biosfera"
ritenuta la componente chiave per realizzare
l'obiettivo del MAB: mantenere un equilibrio,
duraturo nel tempo, tra l'Uomo ed il suo Ambiente
attraverso la conservazione della diversità
biologica, la promozione dello sviluppo economico
e la salvaguardia degli annessi valori culturali.
Le Riserve di Biosfera sono dunque "aree
individuate in Ecosistemi, o in combinazioni
di Ecosistemi, terrestri e costieri/marini"
e riconosciute a livello internazionale nell'ambito
del MAB (Quadro statutario della Rete Mondiale
delle Riserve di Biosfera). In sintonia con
i moderni concetti di protezione e conservazione
dinamica le Riserve di Biosfera dal 1995 (Convenzione
di Siviglia - Risoluzione 28 C/2.4 - Conferenza
Generale dell'UNESCO) assumono un nuovo e più
preciso ruolo che si integra perfettamente con
le funzioni istitutive dei Parchi Nazionali
e con i principi sanciti dalla Legge del 6 dicembre
1991, n. 394 (Legge Quadro sulle Aree Naturali
Protette). Per la prima volta in Italia, con
la creazione della Riserva di Biosfera del Parco
Nazionale del Cilento Vallo di Diano, viene
introdotto il concetto di Conservazione localizzata,
a tutela di zone specifiche (dette "a macchia
di leopardo"), all'interno del perimetro
di un'area di ampia estensione.
Il Parco dunque, in applicazione delle direttive
del programma MAB-UNESCO, dovrà esercitare,
oltre ai suoi compiti istitutivi, una specifica
funzione promozionale e socio-economica che
tenga anche conto delle interrelazioni tra beni
culturali e beni naturali. Il territorio tutto
assume inoltre una valenza trans-nazionale e
mondiale avendo stipulato un "patto"
prioritario per garantire quei collegamenti
fra ecosistemi, connessi o similari, che caratterizza
il concetto stesso di "Rete", (a tutto
il 1996 la rete mondiale MAB comprende 329 riserve
in 82 paesi) e per permettere che l'informazione
circoli liberamente fra tutte le nazioni interessate.
Uno dei più importanti obiettivi delle
Riserve di Biosfera è anche un investimento
nel futuro realizzato attraverso programmi,
scientificamente corretti, di formazione, divulgazione
ed informazione sulle relazioni tra Umanità
ed Ambiente con prospettive a lungo termine
e su base inter-generazionale. In definitiva
le Riserve di Biosfera devono preservare e generare
valori naturali e culturali attraverso una gestione
scientificamente corretta, culturalmente creativa
ed operativamente sostenibile.
Fonte: pndcvd.it
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| Storia
del Cilento |
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La natura carsica delle terre
cilentane e la conseguente ricchezza di grotte
ha senza dubbio favorito la presenza dell'Uomo
che in esse si è rifugiato, ha trovato
riparo, ha consumato i suoi pasti. i più
antichi segni della presenza antropica risalgono
al Paleolitico medio (500.000 mila anni a.C.)
e le sue tracce continuano attraverso il Neolitico
e fino all'Età dei Metalli.
La presenza dell'Uomo primitivo è ancora
oggi tangibile attraverso la presenza dei suoi
"strumenti" disseminati sia lungo
le grotte costiere tra Palinuro e Scario, sia
in quelle interne dislocate lungo gli antichi
percorsi di crinale dei massicci montuosi (Grotte
di Castelcivita), sia nel Vallo di Diano (Grotte
dell'Angelo, Pertosa). Ed è attraverso
questi antichi sentieri che prese probabilmente
avvio la grande avventura delle prime comunità
che, senza soluzioni di continuità e
per migliaia di anni, stabilirono contatti e
intrecciarono scambi e relazioni con i Popoli
del mare e con quelli dell'Appennino. Le testimonianze,
nella comunanza di forme degli oggetti locali
con quelli delle antiche culture delle Lipari,
del Tavoliere, di Serra d'Alto, sono nei corredi
funerari della locale Cultura del Gaudo.
Nell'Età del Bronzo l'intera organizzazione
territoriale appare già definita: si
evidenziano le direttrici delle transumanze
e dei traffici, lungo i percorsi di crinale,
dal Tirreno allo Ionio e viceversa, ove sorgono
luoghi di culto, altari sacrificali e sculture
rupestri come l'Antece dei Monti Alburni. Ed
è l'antico Cilento il protagonista della
mediazione tra l'Asia e l'Africa, tra le culture
nuragiche e quelle egee, tra il mondo nordico
"villanoviano" e gli Enotri, i Lucani.
Ed è l'avvento dell'Uomo moderno, l'inizio
della grande avventura della Civiltà,
l'avvio della poliedrica Cultura del Mediterraneo.
E forse sulle antiche rotte dell'ossidiana,
o alla ricerca di rame, i primi Greci approdarono
sulle coste del Cilento (intorno al XVII secolo
a.C.) dove più tardi (fine VII-VI secolo
a.C.) nacquero le città coloniali: Pixunte,
Molpa e l'antica Poseidonia (la romana Paestum),
fondata dagli Achei sibariti che qui giunsero,
con i popoli appenninici, non dal mare ma attraverso
i ben noti, più sicuri e più rapidi
percorsi di crinale. Mentre il mare portò
i Focei, originari dell'Asia minore, fondatori
di Elea (oggi Velia), la città della
Porta Rosa, di Parmenide e della sua Scuola
Filosofica Eleatica, una delle più importanti
e famose del mondo classico, e della prima Scuola
Medica.
Poi, a partire dal IV secolo a.C., Lucani, Romani
e Cristiani d'oriente intrecciarono traffici
ed alleanze, avviarono conflitti e guerre, occuparono
e rifondarono città, trasformando il
Cilento in un crogiuolo, dove si fondono e si
mescolano popoli e culture. Con la caduta dell'Impero
di Occidente intorno al VI secolo d.C. iniziò,
anche per il Cilento, il lungo periodo delle
dominazioni barbariche: i Visigoti di Alarico,
la guerra gotica tra Totila e Belisario, il
diffondersi del Monachesimo Basiliano, l'imposizione
feudale dei Longobardi, i continui attacchi
e scorrerie dei Saraceni. Ed ancora una volta
ci fù l'incontro tra civiltà diverse,
nacquero abbazie e cenobi in cui coesisterono
il rito greco e quello latino, lasciandoci splendidi
gioielli come la Badia di Pattano con la Cappella
di S.Filadelfo gli affreschi della Cappella
Basiliana a Lentiscosa.
E poi, nel 1076, la conquista dei Normanni,
che trasformarono il Cilento in terra di Baroni,
latifondi e sfruttamenti. Per gli anni a venire
i Sanseverino, gli Svevi, gli Angioini, combatterono,
congiurarono, e le loro tirannie sovente innescarono
rivolte; l'intero territorio fu smembrato tra
nobili senza scrupoli che, tra il XVI ed il
XVII secolo, scrissero una delle pagine più
tristi e crudeli di questa terra, contribuendo
anche alla nascita del Brigantaggio. E qui la
Storia diventa leggenda, ballata di eroi, epopea
di un Popolo orgoglioso e stanco di continue
violenze e angherie. E finalmente, dopo il sacrificio
dell'ennesimo martire immolato in terra cilentana
nei pressi di Sanza (Cippo di Pisacane), le
Genti del Cilento e Vallo di Diano riconquistarono
l'agognata giustizia e libertà.
Fonte: pncvd.it
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