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Area di produzione:
parte del territorio dei comuni di Agropoli,
Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia,
Bellizzi, Campagna, Capaccio-Paestum, Cicerale,
Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro
Cilento, Pontecagnano Faiano e Serre.
La sua è una pezzatura media (non più
di quattro capolini con gambo per ogni chilogrammo);
il colore è verde con sfumature violette;
la forma è sferica e compatta: all’esterno
le brattee sono ben serrate. Il carciofo Tondo
di Paestum matura fra i primi giorni di febbraio
e i primi di aprile.
Nella medesima area geografica,
brevettata da un consorzio di produttori, è
nato il Carciofo Rosso di Paestum, una nuova
varietà di carciofi: si tratta dell’incrocio
fra il Morello toscano e il Romanesco. Questo
è un carciofo dal colore rossastro, caratterizzato
dalla pezzatura piuttosto grande (tre capolini
pesano circa un chilogrammo), le brattee sono
carnose e serrate, è privo di barba interna.
Il carciofo Rosso di Paestum matura dai primi
giorni di febbraio fino a tutto il mese di maggio.
Nella locale tradizione gastronomica sono contemplati
diversi piatti a base di carciofi: si consumano
arrostiti, alla giudia, alla brace (con pancetta,
prezzemolo e aglio) e possono essere impiegati
come condimento per le paste. Addirittura le
sue foglie vengono utilizzate nella produzione
di bevande somiglianti al té, e per produrre
liquori e dolcificanti non calorici.
Il carciofo contiene le principali vitamine,
è molto ricco di sali minerali e fibre
e, infine, possiede importanti proprietà
farmacologiche.
Il 2004 è una data storica
per il Carciofo di Paestum, poiché ha
ottenuto il marchio d’Indicazione Geografica
Protetta (Igp) e dal 2005 presente sul mercato
con questo marchio; il 2006 è anch’esso
un anno molto importante: è infatti l’anno
della costituzione del consorzio di tutela:
la Cooperativa Paestum, che ha già curato
l’iter per il riconoscimento del marchio,
ha recentemente trasmesso al Ministero dell’Agricoltura
la bozza del proprio statuto (appena otterrà
l’approvazione, il consorzio potrà
essere operativo). La costituzione del consorzio
di tutela consentirà ai produttori di
concorrere alle opportunità di finanziamento
dell’Unione europea, ragion per cui i
controlli (eseguiti dall’Ismecert) sono
molto seri.
Le aziende iscritte all’elenco
Igp sono attualmente 15, tutte ubicate
nel comune di Capaccio. Si prevede, però,
una crescita del numro di tali aziende e, soprattutto,
un aumento della produzione: da quando il prodotto
è dotato del marchio Igp, la domanda
del mercato è notevolmente cresciuta
(l’interesse è rivolto si al prodotto
fresco sia a quello lavorato).
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